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Una compagna in...aspettata

Era la mattina del 22 novembre e noi eravamo, stranamente, tutti seduti ai nostri posti. Vi chiederete il perché: eravamo ansiosi e curiosi, perché quella mattina sarebbe arrivata una nuova compagna nella nostra classe quinta e sapevamo solo che veniva dal Perù. Era Astrid! Aveva degli occhi color marrone intenso, dei capelli ricci e nerissimi, raccolti in una coda ed era magra come uno stecchino. Era venuta in Italia perché la compagna del padre era incinta ed, essendo italiana, era venuta a partorire qui.
Ci si è presentata come una ragazza gentile, vivace e simpatica e anche molto creativa. Non riuscendo a parlare molto bene la nostra lingua, passava la maggior parte del tempo a disegnare di tutto e di più, realizzando bellissimi disegni che poi ci regalava. Quando però c’era matematica eseguiva dei problemi che la maestra le traduceva in spagnolo.
Le ultime due ore del sabato è prevista religione e, visto che Astrid non segue nessuna religione, andava in biblioteca con la maestra e altri alunni. Mentre gli altri lavoravano, Astrid parlava, disegnava, saltava e un giorno ci ha fatto perfino sentire una canzone in spagnolo. In quelle due ore Astrid sembrava una bambina diversa, molto diversa da quando stavamo tutti insieme in classe. In questo periodo Astrid ci ha parlato a lungo ella sua scuola in Perù: là gli insegnanti sono molto severi e ogni due mesi gli alunni devono sostenere esami di matematica e di spagnolo per potere accedere al corso successivo. I professori non permettono agli alunni di indossare gioielli (bracciali, orecchini, collane…). Inoltre ogni studente ha una divisa fissa per le attività fisiche e una per le lezioni. Le femmine devono indossare la gonna e tenere i capelli sempre legati. Le scuole in Perù sono tutte a tempo pieno, compreso il sabato e, quando gli insegnanti chiudono la porta della scuola, gli alunni ritardatari devono andare con i genitori in direzione per firmare un permesso di entrata. Abituati alla nostra scuola, con regole molto più permissive, noi saremmo morti! Il 4 febbraio, l’ultimo giorno che Astrid è stata con noi, le abbiamo fatto dei regali: colori, pennarelli, gomme, tempere e un blocchetto per la scuola, perché, nelle settimane che è stata con noi, abbiamo capito che le piace disegnare. Anche se non poteva parlare bene la nostra lingua si capiva dal suo sguardo che era felicissima. Lei con i suoi genitori per ringraziarci ci ha portato pizza, bibite e pop-corn. Alla fine abbiamo fatto tantissime foto e abbiamo passato dei momenti divertenti che conserviamo ancore nel nostro cuore.